Se hai letto il nostro ultimo articolo (l’hai letto, vero? In caso contrario… clicca qui ), saprai di certo quali siano le caratteristiche dell’influencer e conoscerai anche i vantaggi che può portare alla tua impresa. Si tratta di una risorsa molto interessante, un personaggio conosciuto e seguito da un ampio pubblico che può potenzialmente raggiungere tante persone tramite passaparola. Insomma: la sua reputazione e la sua autorevolezza possono davvero condizionare gli utenti e spingerli ad acquistare il tuo prodotto!

Quello che in molti non sanno, però, è che influencer non è sinonimo di testimonial: è proprio di questa differenza che ti vogliamo raccontare oggi, approfondendo e descrivendo le caratteristiche e il ruolo che può avere un testimonial all’interno delle tue strategie di Marketing. Sei pronto/a? Partiamo!

La figura del testimonial

Il testimonial è una figura professionale, una persona comune come tutti ma famosa, ingaggiata per testimoniare se un prodotto porta riscontri positivi . Mette la propria faccia per promuovere e si fa garante della sua qualità, oltre che della credibilità di quanto promesso nel messaggio pubblicitario. Il testimonial rassicura il pubblico, si presenta come il consumatore per eccellenza e rende l’annuncio pubblicitario… ancora più efficace! Il suo ruolo è talmente importante che tutto ciò che di positivo farà il personaggio in questione, verrà associato anche al Brand che rappresenta: attenzione però, perché vale anche il contrario! Solo un piccolo passo falso potrebbe produrre effetti negativi sulla marca.

Diventa quindi fondamentale selezionare con cura i testimonial con cui collaborare: scegli un personaggio immediatamente riconoscibile dal grande pubblico, indicato per rappresentare il Brand da promuovere, ma senza sottrarre l’attenzione del cliente alla marca.

Tipologie e caratteristiche

Esistono diverse tipologie di influencer: ecco tra quali scegliere!

Celebrità: i Brand, per farsi conoscere, li scelgono per sfruttarne la popolarità.
Esperto di settore: scelti per registrare spot in cui evidenziano a loro esperienza nel campo, per aumentare fiducia e credibilità. Si tratta soprattutto di ambiti legati ad igiene e salute.
Personaggio inventato: sono personaggi animati di fantasia spesso anche molto noti al pubblico, pubblico che riscontra familiarità e che associa il Brand al personaggio in questione.
Consumatore-tipo: una comune persona che viene scelto come tipo di consumatore ideale, interessato al prodotto o al messaggio che l’azienda vuole veicolare al suo target.

Passiamo ora alle caratteristiche: quali tratti deve possedere il testimonial per definirsi tale?

Notorietà
Tra tutti i fattori caratterizzanti, la notorietà è il più importante ed anche il più facile da rispettare. Naturalmente, cerca di mettere sotto contratto il testimonial più in voga del momento!

Fedeltà
Mettiamoci per un attimo nei panni della Nike: vedere il testimonial (scelto accuratamente) indossare un paio di scarpe firmate Puma, porterà ad un’unica soluzione… ovvero, la rescissione del contratto. Con fedeltà, quindi, si intende che il testimonial si impegna a condividere la bellezza dei prodotti e la vision dell’azienda con cui collabora.

Positività
Se i testimonial hanno problemi legali, personali o si trovano coinvolti in polemiche, il loro contributo al valore del Brand si riduce drasticamente. Proprio in una di queste tristi situazioni, ad esempio, è finito il rapporto tra Kellogg e Phelps, che è stato fotografato durante una serata particolarmente accesa e scatenando critiche piuttosto importanti. Ecco: per evitare di subire gli effetti negativi di quanto successo, Kellogg’s ha interrotto la collaborazione.

Compatibilità
Perché la testimonianza sia credibile, è fondamentale che il testimonial sia adatto e compatibile (in termini di caratteristiche valoriali, abitudini o stili di vita) con il Brand che rappresenterà. Ti ricordi di Bellatrix in Harry Potter? Nella vita reale si chiama Helena Bonham Carter e, dopo aver firmato un contratto da testimonial con la famosa linea di cosmetici Yardley, dichiarò di non aver mai fatto uso di make-up. Una mossa… particolare, che ha fatto sì che il contratto venisse annullato immediatamente.

Testimonial vs Influencer: le differenze

Per anni, la figura dei testimonial era l’unico sistema delle grandi imprese per veicolare il consumatore all’acquisto di un determinato bene o servizio. Il suo utilizzo oggi non è certo tramontato, ma alla sua figura se ne affianca una nuova, in maniera sempre più imponente: l’influencer!
Quest’ultimo è, per definizione, un non vip: è considerato un esperto in un certo ambito ed è seguito da una vasta comunità di appassionati online, è indipendente e risponde solo alla propria comunità, offrendo consigli in base al proprio giudizio spassionato.
A differenza di un testimonial, l’influencer occupa uno spazio molto più ampio all’interno della nostra mente perché arriva anche vicino al nostro cuore, ha dimostrato le due capacità in un dato settore e può dare anche consigli di vita quotidiana!

Perché il testimonial è utile al tuo business

Un personaggio famoso porterebbe risultati migliori per un certo target di riferimento. Ad esempio, quasi sicuramente il comportamento d’acquisto di un baby boomer sarà più facilmente influenzabile attraverso la visione di un VIP che ha trasmesso loro certe emozioni e ricordi passati. In generale, se utilizzi il testimonial in un piano di comunicazione creativo, sarà decisamente efficace per sottolineare le associazioni rilevanti e favorire il trasferimento al Brand! Questa strategia ti permetterà di rafforzare la consapevolezza, l’immagine e la risposta dei consumatori al Brand.

E tu, hai già contattato un testimonial che rappresenti il tuo Brand?

“Parla con il tuo pubblico usando la sua lingua e raccontando ciò che gli sta a cuore.”
Jonathan Lister

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