Ti ho già detto che oggi viviamo in un mercato fortemente competitivo e sovraccarico di comunicazioni? Credo proprio di sì…
Oggi voglio parlarti di un argomento che per molti è ancora (purtroppo) un tabù: il budget per le spese di marketing.

Oggi le aziende vincenti sono quelle che non si limitano a creare buoni prodotti o servizi, ma ne sanno parlare, li sanno proporre ai clienti e sanno comunicare con loro.
Definire in modo corretto il budget da investire nel marketing, in maniera costante e continuativa, non è solo utile ma vitale per qualsiasi azienda. Ancora di più per le piccole imprese che devono misurare correttamente ogni voce di investimento per non disperdere capitali ed energie operative.

Come definire il Budget per il Marketing

Andiamo subito al sodo. Il budget da destinare al marketing si dovrebbe definire in base a diversi parametri e cioè:

  • numero di dipendenti;
  • fatturato dell’azienda;
  • obiettivi dell’azienda (di espansione o di protezione);
  • comportamento dei competitor (se i competitor non sono particolarmente aggressivi è più facile emergere);
  • tipologia di azienda (le start up devono investire di più perché devono farsi conoscere, ma questo vale anche per le aziende che lanciano sul mercato un nuovo prodotto o servizio);
  • aspettative di crescita della base clienti;
  • tempi per il raggiungimento degli obiettivi (per raggiungere gli stessi obiettivi a breve termine occorre un budget più elevato).

Esistono diverse modalità di calcolo effettivo del budget da investire in marketing.
Ne ho selezionate 3, quelle che si adattano meglio alle micro e piccole aziende e alle start-up.

  1. Percentuale dei ricavi della produzione
    È il metodo più usato e anche il più semplice da calcolare: si applica una percentuale fissa a tutto il fatturato aziendale per determinare il budget di marketing. Il difetto di questo metodo è che non è molto accurato, perché non è collegato agli obiettivi specifici dell’azienda, non tiene conto delle marginalità e richiede diversi tentativi prima di arrivare alla percentuale perfetta.
  2. All-in
    È il metodo più utilizzato dalle start-up e piccole aziende che cercano una crescita veloce o che hanno in programma un importante lancio (di un nuovo prodotto o servizio): si calcola sottraendo solo le spese indispensabili alle proprie finanze ed investendo tutto il resto nel marketing. Il difetto di questo metodo è che può essere particolarmente rischioso, per questa ragione è consigliato ad aziende supportate da un fondo o un venture capitalist.
  3. Livellato al settore industriale
    Facendo delle ricerche sui differenti settori industriali, attraverso le associazioni di categoria, è possibile conoscere la media di quanto le aziende di quel settore investono in marketing. Questo metodo è sicuramente molto accurato nel calcolare come livellare i propri investimenti di marketing a quelli del settore di riferimento, ma ha come difetto principale il fatto che gli indicatori di settore possono comprendere anche grandi aziende che potrebbero influenzare i budget di spesa.

Quanto si dovrebbe investire in marketing

Prendendo in esame il primo metodo di calcolo, per semplicità, la maggior parte delle aziende investe nel marketing una percentuale che oscilla tra il 5% e il 10% del fatturato.

In particolare, si orientano verso il 5% le aziende che operano in un mercato non troppo competitivo e hanno quindi obiettivi di protezione; si spostano verso il 10% le aziende che vogliono incrementare le proprie quote di mercato e hanno quindi obiettivi espansionistici.
Le start-up, invece, investono in media tra il 20% e il 30% del fatturato nei primi due o tre anni di attività, periodo durante il quale devono verificare le reali potenzialità della propria azienda.

Come suddividere il budget per il digital marketing

Come sai, il digital marketing è sempre più in espansione e al suo interno comprende diversi servizi. Parlare di “budget per il marketing” è un concetto molto ampio che andrebbe ulteriormente suddiviso in segmenti.

Di seguito trovi un esempio di come poter suddividere il budget totale dedicato al digital marketing. Tieni presente che si tratta di una generalizzazione: ogni attività ha le sue caratteristiche specifiche e le percentuali possono e devono variare anche in base agli obiettivi dell’azienda (ad esempio, se uno dei tuoi obiettivi è quello di vendere un nuovo prodotto o servizio, la fase di Conversione dovrà avere una maggiore rilevanza rispetto a quella della semplice Presenza).

  1. Presenza (30%)
    In quest’area rientrano servizi come il sito internet, l’e-commerce e il Social Media Marketing.
  2. Semplicità nel farsi trovare (25%)
    È l’area che riguarda i motori di ricerca, ma anche i Social Network ed è composta da servizi come: SEO/SEM (essenziali per favorire il posizionamento su Google), Social e Google Ads e attività di Remarketing.
  3. Coinvolgimento (20%)
    Coinvolgere e garantire al lettore interesse per i contenuti proposti è la sfida attuale di una miriade di imprese; tra i servizi in tema di coinvolgimento ci sono: Copywriting (testi rilevanti, emozionali e a forte interesse), Visual identity (immagini e grafiche ad alto impatto visivo) e Video making.
  4. Conversione (15%)
    Lo sai che solo 3 siti internet su 100 sono in grado di convertire? A monte c’è un lavoro di cura dei contenuti e dei testi, oltre che della struttura del sito internet. Importantissimi sono in quest’ottica anche i funnel di vendita, che possono essere composti da specifiche Landing Page, un percorso studiato di e-mail marketing e newsletter, ecc.
  5. Web Analytics (10%)
    Monitorare il percorso di navigazione degli utenti e il comportamento sui Social Network mediante strumenti analitici come Google Analytics e gli insights è fondamentale, e ormai dovresti saperlo, perché te ne abbiamo parlato diverse volte, l’ultima qui.

Cosa succede se investo poco?

Niente. Se si investe troppo poco nel marketing, in particolare nel digital marketing, non accadrà proprio nulla. La tua attività andrà avanti esattamente come ha sempre fatto. Almeno finché ti ritrovi in un mercato con competitor che investono poco quanto te.

Se investi meno di ciò che dovresti, ti ci vorrà più tempo a ottenere i risultati rispetto a chi, a parità di attività e settore, mette più budget.
Molto banalmente: se tu investi 100€ al mese e un tuo concorrente diretto investe invece 1.000€ al mese negli stessi servizi, è ovvio che avrà una visibilità decisamente maggiore e riuscirà a raggiungere gli stessi risultati che potresti raggiungere anche tu, ma in molto meno tempo.

Per questa ragione, la prima domanda che dovresti porti prima di definire il budget da dedicare alle attività di marketing è: quale obiettivo voglio raggiungere?
Ho parlato nello specifico degli obiettivi SMART in questo articolo.

La seconda domanda da porti è: in quanto tempo lo voglio raggiungere?

Un’altra domanda te la faccio io ora: sei sicuro/a di investire il budget adeguato (rispetto ai tuoi obiettivi, al tuo settore e ai tuoi competitors) nei servizi di marketing?

Se hai qualche dubbio, non esitare a contattarmi!

“Le opportunità non capitano. Sei tu a crearle”.
Chris Grosser

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