Nasce ufficialmente nel 2002 grazie al contributo di Ale Smidts, il quale fu il primo ad aver introdotto questa nuova area di studi, svolgendo continue attività di ricerca.

Il Neuromarketing è l’applicazione congiunta delle conoscenze e delle pratiche neuroscientifiche al marketing, con lo scopo di studiare i processi inconsapevoli che emergono nella mente del consumatore e che influiscono sulle decisioni d’acquisto o sul coinvolgimento psicologico nei confronti di un Brand.

Ti è mai capitato di fermarti a pensare a qual è la parte del corpo dell’essere umano che ci induce e ci stimola ad acquistare o meno un prodotto?
È proprio il nostro cervello, non è banale se ci pensi, ed è questa nuova disciplina che ci spiega qual’è la suddivisione al suo interno: cervello primitivo (old brain), cervello intermedio (middle brain) e cervello razionale (new brain).

Contrariamente a quanto siamo portati a pensare, non è la parte razionale del cervello che prende decisioni, ma quella più ancestrale, emotiva ed istintiva, ovvero il cervello primitivo.

Il segreto dell’Old Brain

L’Old Brain è il cervello primitivo, quello che prende in considerazione l’apporto degli altri due cervelli (il new brain e il middle brain) e viene considerato la parte del cervello che garantisce la sopravvivenza dell’individuo stesso, controllando infatti il processo decisionale di quest’ultimo.
È la parte del cervello, infatti guidata dall’istinto di sopravvivenza dell’uomo.

Arrivati a questo punto, come si può influenzare il vecchio cervello per una crescita maggiore?
Sicuramente studiando e descrivendo i 6 stimoli che caratterizzano l’Old Brain, o anche chiamate le sei chiavi d’accesso per costruire una comunicazione influente.

  • Egoismo: è caratterizzato dal spiegare esplicitamente al cliente le caratteristiche del proprio prodotto ed elencare direttamente cosa può fare per lui e in che modo può farlo, per raggiungere i propri desideri. Comunica i benefici che il cliente potrà trarre dal tuo servizio.
  • Contrasto: è dato dal mostrare al cliente due o più cose da confrontare, cercando di far leva visiva su una cosa specifica su cui si vuoi che faccia l’azione finale, ad esempio facendo emergere un contatto telefonico che si vuole far contattare.
  • Tangibilità: offrire al cliente qualcosa di concreto, familiare e materiale, piuttosto che idee astratte o frasi complesse. Regala al tuo cliente qualcosa di reale e tangibile per lui.
  • Inizio e fine: è dato dal famoso effetto chiamato della “posizione seriale”, ovvero la tendenza di un individuo a prestare maggiore attenzione ad un elemento presente o all’inizio o alla fine di una serie o di un messaggio, tanto che solitamente tutto ciò che sta nel mezzo viene dimenticato.
  • Stimoli visivi: trasmetti al tuo cliente un’immagine ben chiara di ciò che vuoi comunicargli. La corteccia visiva fa parte del “vecchio cervello” e delle sue risposte istintive.
  • Emozioni: i sentimenti hanno più potere dei fatti. La regola è far provare un’emozione o una sensazione al cliente, mentre sta compiendo l’azione.

Il viaggio all’interno del Neoromarketing è appena cominciato, nel prossimo articolo ti spiegheremo come utilizzarlo al meglio per una comunicazione ancora più efficace.

“Dietro ogni impresa di successo c’è qualcuno che ha preso una decisione coraggiosa”.
Peter Druker

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